La carta delle birre è corta di proposito: poche cose, scelte, che stanno bene con l’impasto e con la brace. Ecco cosa trovi, senza giri di parole.
Alla spina
- Engel Hell: la lager chiara della Biermanufaktur Engel di Crailsheim, Baden-Württemberg. È la spina “di casa”: pulita, facile, va con tutto.
- Engel Keller Pils: pilsner non filtrata, torbida al punto giusto, con una nota agrumata. Se di solito ordini “una bionda”, questa è la versione con carattere.
- Weisse: la weizen: frumento, banana e chiodi di garofano da lievito, come da tradizione tedesca. Con i panini fatti in pizzeria ci sta benissimo.
- Guinness: la stout irlandese che non ha bisogno di presentazioni. Qualcuno la ordina con gli arrosticini. Qualcuno ha ragione.
Le spine vanno da 0,3L a 1,2L. Sì, 1,2 litri: si chiama convivialità.
Nel frigo
- Landbier Dunkel (50cl): francone, scura e grezza: malti tostati, malto d’orzo chiaro e acqua del Fichtelgebirge. Bottiglia da condividere, o no.
- Engel Bock Dunkel (50cl): la più seria del frigo: 7,2%, bassa fermentazione, non pastorizzata. Caramello e malto. Va a nozze con le pizze più ricche di formaggio. Non a caso la consigliamo con la nostra pizza con caciocavallo e Bergader.
- Mezzopasso Blanche “Crevette” (33cl): l’abruzzese della carta, dal birrificio Mezzopasso di Popoli: birra di frumento in stile belga, bucce di limone e coriandolo. Fresca, estiva, pericolosamente facile.
- Maisel IPA (33cl): 6,3%, ambrata, agrumi e resina. Per chi vuole l’amaro vero con la pizza della settimana.
- Warsteiner analcolica (33cl): perché qualcuno deve pur guidare fino a giù dal borgo.
La birra del mese
Sulla lavagna, accanto alla pizza della settimana, c’è sempre una birra del mese che ruota. In questo periodo è la Engel Blanche. Quando finisce il mese, cambia. Quando finisce il fusto, a volte, pure prima.
I dati di stile e gradazione vengono dai siti dei produttori. Se un giorno trovi una differenza, dillo: la carta si aggiorna, l’ego no.